Righe Indie

Leggere righe tra le righe

Non era un RAUDO, bensì un Minicicciolo: Cose belle e cose meh di un concerto che aspetti da un po’ giugno 23, 2014

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 10:02 am

Cose meh:

  • I concerti di giovedì.
  • Se sposti un concerto, devi avvertire tutti a tempo debito e spammarlo ovunque.
  • L’orario a cazzo nell’evento. Tra le 21 e le 23 si è capaci di bere e spendere l’impossibile. Ricordati di mettere da parte i soldi del biglietto.
  • Spendere un sacco per prendere un taxi da Gemelli –> a Largo Argentina –> motorino –> bere a San Lorenzo –> Init –> bere al Pigneto –> Init. dormire in zona, riprendere di nuovo mezzi su mezzi. fatica!
  • (Non riuscire a slacciare il casco).
  • Arrivare alla cassa “hanno cominciato da 15 minuti”, ritrovarti ad ascoltare solo 23 minuti di concerto. Hanno suonato poco? O hanno mentito?
  • La poca gente.
  • I ragazzini con le magliette del gruppo, che ti vien voglia di dir loro, “così non va bene!”
  • Betani che non fa stage diving.
  • Un’acustica terribile.
  • Ascoltare solo 5 canzoni.
  • Pensare ai concerti con Luca Benni, che manca sempre troppo.
  • Uscire abbastanza delusi.
  • Bere una brutta birra di 5 euro.

Cose belle:

  • Fare un biglietto Catania – Roma, un giorno prima del solito, anche solo per ascoltare quelle 5 canzoni.
  • Rivedere Capra e ripensare alle cose belle che hai avuto dall’Emilia.
  • I Gazebo Penguins. Punto.
  • I ragazzi di 18 anni che pogano.
  • C’è ancora speranza.
  • Il banchetto.
  • I The Pills.
  • Un letto per dormire.
  • ormonella JOE. 

righe

 

È il primo concerto che vedo dall’uscita di RAUDO. Magari ne vedo un altro eh!

A volte, penso che niente sarà mai come questo:

 

Nel frattempo aspetto il vinile di Santa Massenza che, anche voi, dovreste comprare.

 

P.S. Qui Sollo avvolto dall’abbraccio della Principessa Fiamma di Adventure Time.

gazebi all'init

gazebi all’init

 

IL MIO PRIMO CONCERTO settembre 11, 2013

Stamattina, su facebook, il buongiorno me l’ha dato Benty con questo post qui. Pare che Farabegoli abbia cominciato a raccontare del suo primo concerto e quando @disappunto inzia, ecco, non puoi far altro che leggere, stupirti e seguirlo. Oggi però, qui, lo fa Manuela, che tutti conoscono come @manuconta, che è una di quelle persone che si fa amare anche se non ne conosci l’odore dei capelli. Tutti e tre i post sono uniti da pantaloni di pelle rossa, capelli lunghi e cuori cornuti. Insomma, i Litfiba. Gli altri post degli altri primi concerti li trovi sui socialne’.

 

“* Piero Pelù sembra aver segnato la meglio gioventù, almeno di quelli che con la musica in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare, e senza cantare o suonare.

Avevo 18 anni, anzi, nemmeno, era gennaio, o forse febbraio, li avrei compiuti di lì a poco, c’era del fermento a scuola e degli embrioni di vita politica. Catene dell’amore, collettivi, l’astio verso l’America di Bush.
Non si parlava mai di musica e politica a casa, non si parlava quasi mai di nulla che interessasse noi giovani in realtà, anche se c’erano tre ragazzi su cinque commensali.
Avevo il vinile di El Diablo, l’avevo comprato qualche giorno prima del concerto, lo facevo girare su quello stereo comprato non più di tre anni prima, aveva sostituito tardivamente il mangianastri dove infilavo i due 45 giri di mia mamma, cantava Francoise Hardy. Per anni sono state musicassette di Baglioni e Venditti, non avevo fratelli o amici più grandi che mi facessero conoscere gli Smiths, era una formazione da DJ Television dopo pranzo.
Avevo poche amiche fidate ma al concerto ci andai da sola, presi l’autobus e mi avventurai, non ricordo se di nascosto di mio padre ma con la complicità di mia madre, oppure era già il periodo in cui si era rassegnato alla primogenita che si ribellava alla sua autorità.
Probabilmente tornai a piedi, c’era una salita infinita e non sentii la minima stanchezza.

Avevo la media dell’otto a scuola, non avevo tatuaggi o piercing, non mi vestivo strana, non mi facevo capigliature sparate sulla testa. Ma nel parterre del palazzetto incontrai una della quinta D che aveva tutto questo e mi stava simpatica, era l’unica faccia nota con cui scambiai due parole prima di fiondarmi davanti alla transenna.
Avevo una cotta micidiale per uno che veniva in classe con me, ma erano solo lunghe passeggiate e discorsi sull’andarsene dalla nostra città, era il ragazzo più algido e pazzo che avrei mai conosciuto in vita mia.
I pantaloni di pelle rossi di Piero Pelù mi svelarono un altro orizzonte. Orizzonte che in ogni caso si é sempre fermato davanti al pelo superfluo e all’omo che ha da puzzà.

Ho quarant’anni, non faccio altro che sentir parlare di politica e di musica in tutti i social network che mi ostino a frequentare, vivo da sola per scegliere da me di cosa non parlare.
Non compro più CD da tempo, i vinili li ho persi in qualche scatolone di uno degli innumerevoli traslochi, mi fanno schifo gli emmepitrè, ma ieri ho acquistato un e-book.
Ho ancora delle amiche, alcune sono quelle di vent’anni fa, altre si sono aggiunte in modo ancora più morboso alla mia vita. Mio padre se ne andò per una malattia giusto un anno dopo quel concerto, non ho mai scelto per me uomini che lo potessero sostituire.
Non mi sono laureata, non ho una carriera davanti, non ho grandi ambizioni se non conservare questa inattesa serenità inseguita per decenni. Non ho nemmeno grandi rimpianti, forse quello di non aver imparato bene a suonare uno strumento.
Sul sesso non la penso più come quand’ero minorenne, si può stare bene anche senza l’amore della vita, basta avere la fortuna di trovare una bella sintonia e del reciproco rispetto. Anche con un tappetino di peli sul petto.

Di quel concerto del ’91 ricordo che cantai, che mi emozionai, che ballai davanti al palco. Fortunatamente sono cose che riesco a fare ancora oggi”.

 

La parola grazie non è mai stata così musicale giugno 13, 2013

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 4:36 pm
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L’anno scorso ad ABBASSA! (riguardati il video per sospirare se c’eri e per rosicare se hai preferito andare al mare e quindi decidere di recuperare ora) c’eravamo pure noi, innanzitutto per aiutare il Circolo Musicale Lato B e poi perché con tutti quei concerti non andare sarebbe stato da pazzi. Quest’anno si bissa, ma si vuol dire grazie ai presenti e allo stesso tempo aiutare il Comune di Finale Emilia per il restauro del Teatro Sociale che versa ancora in uno stato di grave dissesto. Sarà una due giorni imperdibile.

Vediamoci allora alla Festa del Ringraziamento, sabato 22 giugno e domenica 23, a Finale Emilia, con Bob Corn, Cosmetic, Cut, Ed, Gazebo Penguins, Girless & The Orphan, His Clancyness, I Dinosauri, Julie’s Haircut, Lo Stato Sociale, Stefano Pilia, The Death of Anna Karina, ThreeLakes & The Flatland Eagles., Zeus! Biosystem55, Butch, Mick & Flip, Charing Cross, Cronauta, Dead Poets Society, Duit, Faraday Cage, Foskija, Fragil Vida, Lab69, Maybe Happy, Naixin, Pistols & Flowers, Radias, Three In One Gentleman Suit e Zero. Si inizia presto, alle 15:30.

Qui il sito ufficiale

e qui clicca su Parteciperò, ma vieni sul serio eh!

ringraziamento

 

Ven(e)to d’estate

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 4:18 pm
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Io vado a Chioggia voi che fate?
Ok, è arrivato il momento di organizzare le vacanze, o di fare qualche pausa dalla sessione estiva degli esami, quindi perché non unire mare e musica?

Sona! Una rotonda sul mare indipendente sono otto concerti ad ingresso assolutamente gratuito di alcuni degli artisti più interessanti del panorama alternativo italiano, che da giugno a settembre porteranno a Chioggia la loro musica, i loro talenti, la loro voglia di far ballare e stare
bene.
Si comincia, domani, 14 giugno con i pesaresi Brothers In Law.
E si prosegue con:
21 giugno WOW
26 luglio Il Triangolo
02 agosto Holidays
09 agosto Dumbo Gets Mad
16 agosto C+C=Maxigross
17 agosto Granturismo
06 settembre Alessandro Raina

Dove? ma al Point Break, Lungomare Adriatico Chioggia, Venezia. c/o Bagni Clodia.

flyer_sona

In collaborazione con Domus Clugiae, Calle Luccarini 825, Chioggia, Venezia
Media Partner: Frito Rebelde, Radio Sherwood.

Altre info:

so.manyinfo@gmail.com
solovve.tumblr.com

 

Buon San Valentino febbraio 14, 2013

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 11:38 am
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You Should ReproDANCE: si aprano le danze! settembre 24, 2012

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 12:46 pm
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Il nuovo concorso di honeybird & the birdies.

“To the Earth’s Core”, il nuovo singolo di honeybird & the birdies, l’avete scaricato un po’ tutti qui: http://soundcloud.com/honeybird/to-the-earths-core
Il videoclip gemello, in anteprima su Rolling Stone, l’avete adorato un po’ tutti qui: http://vimeo.com/49833414
Nel mese che ci separa dall’uscita ufficiale di “You Should Reproduce” (in arrivo il 24 Ottobre per Trovarobato), la band continua a guidare i suoi fan verso l’uscita dell’album con una campagna alla quale è praticamente impossibile dire no!
Il discorso è molto semplice: c’è un concorso, ci sono delle regole.
Titolo dell’iniziativa: “You Should ReproDANCE”.
BUON DIVERTIMENTO!

Le regole del concorso:
1. Scaricate il brano “To the Earth’s Core” da soundcloud:
2. Dipingete o disegnate 2 strisce colorate sulla faccia (stile “honeybird & the birdies”)
3. Usate una webcam, telefonino, telecamera o quel che avete a disposizione per fare un video.
4. Registrate un vostro video dove ballate ascoltando la canzone.
5. Ogni video deve iniziare con un cartellino scritto a mano che dice “honeybird & the birdies – You Should ReproDANCE”
6. Ballate quanto volete, non è necessario ballare tutta la canzone intera. Certo piu’ punti per chi è piu’ completo e creativo.
7. Per ispirazione e idee iniziali, potete vedere il video di “To the Earth’s Core” e seguire il ballo dei birdies, ma non è obbligatorio!
8. Mandate il vostro video a reprodance@gmail.com e verrà caricato sul canale youtube della band e su www.osservatoriesterni.it.

Seguite il concorso e ne vedremo delle belle!
Il concorso finirà domenica 11 novembre 2012.
Verrà scelto un vincitore e quella persona (quelle persone) sarà invitata ad essere presente in uno dei nostri prossimi videoclip.

 

Le stelle sopra Ferrara luglio 22, 2012

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 4:36 pm

Nella mia vita, ho detto pochissimi sì. Uno è questo qui sotto. Il mio racconto non è bellissimo, però è su Colapesce e ci sono tutte le siculezze di cui ho bisogno. io vi consiglio di scaricarli tutti. Il mio preferito è quello di AccentoSvedese.

“In Piazza Castello, a Ferrara, siamo tutti nati e poi morti e poi rinati e poi concepiti e poi dimenticati e di nuovo, da capo, tutta una serie di cose che hanno molto a che fare con la pancia e i ciottoli che perforano i piedi e quel sole che si apre sempre come una arancia matura contro i mattoni del Castello colando dentro al Fossato, poco prima dell’inizio dei concerti. Piazza Castello, a Ferrara, d’estate, da svariati anni rappresenta il centro d’accoglienza per i nostri sogni clandestini o semplicemente le velleità di stare bene, e basta, almeno per due ore, d’estate. Piazza Castello, di Ferrara, rappresenta il cuore, di giorno non c’è mai nulla però, si riempie forse per il Palio e sicuramente per Ferrara Sotto Le Stelle, che è quella cosa che porta la musica bella in questa città dove non cresce più erba sui campi di calcio e le squadre falliscono, e francamente si fa davvero fatica a ricordare che cosa ci sia rimasto in mano, a noi ferraresi.

Piazza Castello, e Ferrara, hanno tremato, un po’ di tempo fa, lo sapete, lo sappiamo, e per quest’anno i concerti estivi si terranno al Motovelodromo, dove di solito ci gioca la squadra locale di football americano, le Aquile, e ci sono le curve sopraelevate della pista di ciclismo dal calcestruzzo ormai sgualcito. Piazza Castello, quest’anno, non si chiamerà ‘estate’, e rimarrà vuota, e noi saremo a saltare baciarci dimenticarci là dove volano le Aquile, nelle domeniche invernali, in una transumanza al contrario. Così, noi di Ciccsoft, che prima di tutto siamo ferraresi, ci siamo chiesti se era il caso di lasciare Piazza Castello vuota, anche nell’estate del 2012, soprattutto nell’estate del 2012, e ci siamo detti che no, non si poteva proprio, lasciarla lì a tremare da sola.

Così, quest’anno, Piazza Castello sarà vuota, eppure piena, per un istante, o per sempre, dipende. Abbiamo deciso di immaginarci otto concerti diversi, scegliendo otto gruppi/cantanti diversi, ancora in attività. Sono venuti fuori otto cose che sembrano racconti, recensioni, storie di qualcosa che poteva essere, e che non è stato, o sarà, o non sarà mai, ma è la risposta alle piazze vuote, è la nostra riconoscenza verso chi ci ha sempre riempito i cuori o la testa, e stavolta toccava a Piazza Castello saltare un po’ sulle nostre stelle.

Otto stelle diverse, ci è finito dentro Grignani ma ci sono i Perturbazione, c’è Max Pezzali che chi l’avrebbe mai detto, a Ferrara Sotto le Stelle, e invece, c’è Colapesce e ci sono gli Amor Fou, e poi i Gaslight Anthem, gli Stars e i mammasantissima Blur insieme ai Grandaddy. Perché non ci sono schemi, regole, mafie, pose da rispettare, quando si usa la fantasia, quasi pateticamente, per riempire un posto che è il cuore della città e quindi di noi, insomma. Questi otto concerti sono stati messi sopra delle tavole grazie alle parole di Accento Svedese, Agata, Davide, Evelina, Enver, Fran, Eugenio e il sottoscritto. Più i disegni di _Disordine. Poi abbiamo stampato tutto su carta, che i sogni ci piace toccarli, ogni tanto. E poi li abbiamo legati con lo spago colorato, per provare a tenere insieme tutte queste cose diverse.

E poi, stasera, dopo il concerto di Bon Iver, e i prossimi a venire di Soap&Skin, Afterhours e Damien Rice, esporremo i poster di questo festival che non esiste in Piazza Castello, per riempirla appunto un attimo, oppure mai, boh, decidiamo noi.

Scarica i pdf delle tavole

 

 

 
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