Righe Indie

Leggere righe tra le righe

Tutto malone prima che arrivassero i FBYC marzo 18, 2012

Quando mi chiedono “come fai ad ascoltare ‘sta gente che urla?” io dico sempre “non ha mai gridato di gioia? Non hai mai voluto urlare al mondo tutto il dolore che hai in corpo senza esser preso per pazzo o come un possibile paziente da TSO?”. Ecco i Fine Before You Came, i Gazebo Penguins, i VERME o i Dummo, giusto per citarne alcuni, sono un’ottima panacea quando il cuore ti sta scoppiando in petto, quando hai lo stomaco pieno di rabbia, di delusione o di amore per il mondo e vorresti che qualcuno t’ascoltasse, senza giudicarti, senza passare per stolto e loro sono lì, nelle tue orecchie, per questo. Diventano i migliori amici del tuo pudore. Un sabato al Norman di Perugia è successo tutto questo. All’inizio coi Cayman the Animal, gruppo  umbro-capitolino formato da  Diego (voce), Valerio (basso), Leonardo (chitarra), Marco (batteria), Roberto (chitarra) che preparano il palco con una maturità punk che non t’aspetti da dei ragazzi così giovani. Scaldano il pubblico con un ritmo magnetico, tanto che il locale si riempie subito delle prime goccioline di sudore, si inizia pogare e gli applausi sono scroscianti. Sono puliti nella loro musica urlata, spettinata e arrabbiata. Segnatevi quindi il loro nome e andate a sentirli. Piccola pausa per fare quattro chiacchiere con gente del posto, con quelli venuti da Forlì, con  i partenopei L’Amo,  e soprattutto con Dj Minaccia, quello che si rivelerà uno dei migliori pogatori che io abbia mai visto. Si comincia con Lietti che si scusa in anticipo per avere poca voce e poi si parte con Piovono pietre, tratta da S f o r t u n a, e alla frase “A volte a testa in giù”, alzi gli occhi e c’è già chi è disteso sopra la tua testa. Si continua con Paese (quinta traccia del nuovo album Ormai) e già alla seconda canzone c’è già qualcosa che ci scalda. La voce di Jacopo si mescola a quella degli astanti, si immerge tra di noi e ci guarda come se ci conoscesse davvero tutti. Risale sul palco e arriva Natale, come se questo giorno di marzo fosse il più bel regalo da trovare sotto l’albero. La mimica di Jacopo è indescrivibile: la faccia da furbetto, gli occhi alzati al cielo e lo sguardo di un padre orgoglioso che guarda crescere bene i propri figli, come a dire “cazzo, guarda quanti ragazzi. Io ero come loro”. Movimenti tetanici e microfono alzato, un intero locale in preda ad un delirio post-rock, punk ed emo-core. Gli strumenti sembrano gridare al cielo. Si prosegue veloci con Fede e successivamente con Dublino, oggi è “San Patrizio” dice Jacopo. E tutti ad urlare, a spingerci verso il cantante, come a voler toccare un simulacro in una processione da piccolo paese, una gara a chi canta più forte o alza il dito più in alto. È tutto straordinario. Ci si dimena ancora con Per non essere pipistrelli e si esplode in sorrisi come consiglia Magone e pensi che davvero che in questo posto, questa sera, ci si senta più vivi che mai. Ed “io non me ne andrei” come canta La Domenica c’è il mercato e siamo tutti sudati di felicità, con Dj Minaccia che incrocia lo sguardo di Luca come a dire “è bellissimo!”. La voce di Jacopo inizia ad abbassarsi, ma noi vogliamo il bis ed I Fine Before You Came ci accontentano con Sasso, Vixi ed infine Lista, la cui risposta a “questa volta dimmi cose che non vuoi / solo quelle che non vuoi / fai una lista delle cose che non vuoi” riponderei “non vorrei che momenti così non esistessero”. Andiamo a casa, abbracciandoci forte quasi a scambiarci la contentezza appicciata sulle nostre magliette troppo bagnate, con gli occhi pieni di musica e con i Fine Before You Came che ti scansano dal cuore, per qualche ora, il malone che, nei giorni feriali, ti trascini. La verità è che non ricordo più cosa pensassi questo sabato prima che arrivassero loro.

Adesso, regole (inutili) per un concerto dei Fine Before You Came

  1. Impara le canzoni a memoria, perché a cantare sarai tu. quindi scarica i dischi gratuitamente qui  S f o r t u n a) e qui (Ormai)
  2. Fatti contagiare dal sorriso della band
  3. Non si è mai troppo vecchi per pogare, quindi vestiti comod*
  4. Puoi anche non lavarti (ma se lo fai è meglio), tanto suderai come un maiale, ma sarai felice
  5. Qualche giorno prima del concerto, vai a fare una corsa o fai le scale del tuo condominio, devi essere pronto a saltare per almeno un’ora senza stancarti
  6. Vai con ottima compagnia (io ho scelto Luca Benni e mi sento una privilegiata)
  7. Non avere paura di fare uno stage diving, il pubblico dei FBYC sarà sempre pronto a tenerti, ma evita di mettere gli anfibi ai piedi ché non si sa mai
  8. L’indomani non avrai più voce, fregatene
  9. Vai a salutare il gruppo, così potrai bullarti con gli amici di aver ricevuto un abbraccio da Lietti
  10. Quando il cantante chiede che canzone vorreste sentire  non dite Il Tram delle 6, ridereste in pochi.
 

2 Responses to “Tutto malone prima che arrivassero i FBYC”

  1. betta Says:

    una serata da ricordare. noi si è tornati a casa senza problemi e senza mangiare i pocket coffee!


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