Righe Indie

Leggere righe tra le righe

Garrincha Libera Tutti aprile 25, 2012

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Per festeggiare l’Anniversario della Liberazione d’Italia, Garrincha dischi “libera” tutto il suo catalogo per un giorno.
Il 25 aprile da mezzanotte a mezzanotte saranno disponibili in freedownload da garrinchadischi.bandcamp.com tutti i titoli dell’etichetta, compresi “Sono solo matti miei”, esordio solista del fondatore della label Matteo “Costa” Romagnoli (in uscita il 20 aprile) e la ristampa di “Welfare pop”, primo EP de Lo Stato Sociale, rimasterizzato e impreziosito da due bonus track per l’occasione.

Qui sotto una panoramica di tutto ciò che vorrete/dovrete scaricare. Per fare come da bambini con le figurine “ce l’ho ce l’ho mi manca”.

Buona Liberazione a tutti da Righe Indie.

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Per emozionarsi non serve la licenza media aprile 5, 2012

Un sabato che non t’aspetti, col caldo che ti trascina fuori e ti fa ritrovare dentro una manifestazione antifascista. Ti porta in centro a disperderti tra un ritrovo di 500 antiche e due matrimoni con le spose vestite malissimo. Il caldo di Perugia è diverso da quello siciliano, si appiccica e ti porta dentro qualche bar a chiedere qualcosa di fresco, fin quando non sei già dentro l’happy hour, come direbbe quello. E proprio emiliano è il destino di questo mese che sta per finire. Stasera all’Urban ci sono gli Offlaga Disco Pax e noi non possiamo perderli.  La sera si è rinfrescata , ma ci si veste leggeri per aspettare che il destino non faccia qualche scherzo. Come un concerto che inizia tardissimo e non è un pesce d’aprile, anche se è scoccata già da molto la mezzanotte.  Il locale non è pienissimo, ma è colmo di impazienza e di aspettative. Il nuovo  lavoro degli ODP ci è rimasto tra lingua e palato, non è ancora stato assorbito, e in fondo sappiamo di essere lì per sentire quelle note ormai conosciute. A volte, pensiamo che è quasi impossibile conoscere a memoria le canzoni di Max Collini, Enrico Fontanelli e Daniele Carretti. Sarà che le poesie non ci sono mai piaciute, ma quelle sono odi dall’accento al sapor di tigella e la gente canta, recita con il gruppo. C’è l’insegna con il loro nome, c’è Collini con una maglietta dei Diaframma e Carretti con quella dei Bright Eyes. Il leggio con Cronaca Vera e le mollette che sembrano tenere strette quelle parole che, in realtà, volano e arrivano dritte e ti riempiono le orecchie e gli occhi. Davanti al palco c’è una valigetta, un dizionario di italiano, il Toblerone e ci siamo noi attenti a non distrarci, a carpire ogni momento, a sorridere ad ogni movimento della band, agli occhi sgranati del cantante, pupille che scrutano il pubblico e sorridono a chi ci sta accanto. Noi ci guardiamo con l’empatia di chi sa cosa significhi stare questa sera qui. Si inizia con  Palazzo Masdoni del nuovo disco ”Gioco di Società”, seguita da quella che preferiamo, di questo ultimo lavoro, Respinti all’uscio , salto indietro, ma neanche troppo e appare  Lungimiranza (e scopriamo solo ora a chi si riferisca ed è un’epifania) e Dove Ho Messo La Golf?, entrambe tratte da “Bachelite” (2008). Piccola Storia Ultras e Cinnamon e lì ci si aspetta una cascata di caramelle pronte da prendere, ma oggi non va così, e Collini continua a cantare con Parlo da solo, Cioccolato I.A.C.P. e cala un silenzio da brividi, interrotto alle prime note di Tono Metallico Standard e lì si sorride e al posto del bip finale si vorrebbe gridare quel nome che tutti sanno. Sequoia e Tulipani ancora del nuovo album e Onomastica per finire. Ma nel bis c’è Robespierre e grazie Offlaga di averci bombardato il cuore!

Foto di Riccardo Ruspi.

 

Tutto malone prima che arrivassero i FBYC marzo 18, 2012

Quando mi chiedono “come fai ad ascoltare ‘sta gente che urla?” io dico sempre “non ha mai gridato di gioia? Non hai mai voluto urlare al mondo tutto il dolore che hai in corpo senza esser preso per pazzo o come un possibile paziente da TSO?”. Ecco i Fine Before You Came, i Gazebo Penguins, i VERME o i Dummo, giusto per citarne alcuni, sono un’ottima panacea quando il cuore ti sta scoppiando in petto, quando hai lo stomaco pieno di rabbia, di delusione o di amore per il mondo e vorresti che qualcuno t’ascoltasse, senza giudicarti, senza passare per stolto e loro sono lì, nelle tue orecchie, per questo. Diventano i migliori amici del tuo pudore. Un sabato al Norman di Perugia è successo tutto questo. All’inizio coi Cayman the Animal, gruppo  umbro-capitolino formato da  Diego (voce), Valerio (basso), Leonardo (chitarra), Marco (batteria), Roberto (chitarra) che preparano il palco con una maturità punk che non t’aspetti da dei ragazzi così giovani. Scaldano il pubblico con un ritmo magnetico, tanto che il locale si riempie subito delle prime goccioline di sudore, si inizia pogare e gli applausi sono scroscianti. Sono puliti nella loro musica urlata, spettinata e arrabbiata. Segnatevi quindi il loro nome e andate a sentirli. Piccola pausa per fare quattro chiacchiere con gente del posto, con quelli venuti da Forlì, con  i partenopei L’Amo,  e soprattutto con Dj Minaccia, quello che si rivelerà uno dei migliori pogatori che io abbia mai visto. Si comincia con Lietti che si scusa in anticipo per avere poca voce e poi si parte con Piovono pietre, tratta da S f o r t u n a, e alla frase “A volte a testa in giù”, alzi gli occhi e c’è già chi è disteso sopra la tua testa. Si continua con Paese (quinta traccia del nuovo album Ormai) e già alla seconda canzone c’è già qualcosa che ci scalda. La voce di Jacopo si mescola a quella degli astanti, si immerge tra di noi e ci guarda come se ci conoscesse davvero tutti. Risale sul palco e arriva Natale, come se questo giorno di marzo fosse il più bel regalo da trovare sotto l’albero. La mimica di Jacopo è indescrivibile: la faccia da furbetto, gli occhi alzati al cielo e lo sguardo di un padre orgoglioso che guarda crescere bene i propri figli, come a dire “cazzo, guarda quanti ragazzi. Io ero come loro”. Movimenti tetanici e microfono alzato, un intero locale in preda ad un delirio post-rock, punk ed emo-core. Gli strumenti sembrano gridare al cielo. Si prosegue veloci con Fede e successivamente con Dublino, oggi è “San Patrizio” dice Jacopo. E tutti ad urlare, a spingerci verso il cantante, come a voler toccare un simulacro in una processione da piccolo paese, una gara a chi canta più forte o alza il dito più in alto. È tutto straordinario. Ci si dimena ancora con Per non essere pipistrelli e si esplode in sorrisi come consiglia Magone e pensi che davvero che in questo posto, questa sera, ci si senta più vivi che mai. Ed “io non me ne andrei” come canta La Domenica c’è il mercato e siamo tutti sudati di felicità, con Dj Minaccia che incrocia lo sguardo di Luca come a dire “è bellissimo!”. La voce di Jacopo inizia ad abbassarsi, ma noi vogliamo il bis ed I Fine Before You Came ci accontentano con Sasso, Vixi ed infine Lista, la cui risposta a “questa volta dimmi cose che non vuoi / solo quelle che non vuoi / fai una lista delle cose che non vuoi” riponderei “non vorrei che momenti così non esistessero”. Andiamo a casa, abbracciandoci forte quasi a scambiarci la contentezza appicciata sulle nostre magliette troppo bagnate, con gli occhi pieni di musica e con i Fine Before You Came che ti scansano dal cuore, per qualche ora, il malone che, nei giorni feriali, ti trascini. La verità è che non ricordo più cosa pensassi questo sabato prima che arrivassero loro.

Adesso, regole (inutili) per un concerto dei Fine Before You Came

  1. Impara le canzoni a memoria, perché a cantare sarai tu. quindi scarica i dischi gratuitamente qui  S f o r t u n a) e qui (Ormai)
  2. Fatti contagiare dal sorriso della band
  3. Non si è mai troppo vecchi per pogare, quindi vestiti comod*
  4. Puoi anche non lavarti (ma se lo fai è meglio), tanto suderai come un maiale, ma sarai felice
  5. Qualche giorno prima del concerto, vai a fare una corsa o fai le scale del tuo condominio, devi essere pronto a saltare per almeno un’ora senza stancarti
  6. Vai con ottima compagnia (io ho scelto Luca Benni e mi sento una privilegiata)
  7. Non avere paura di fare uno stage diving, il pubblico dei FBYC sarà sempre pronto a tenerti, ma evita di mettere gli anfibi ai piedi ché non si sa mai
  8. L’indomani non avrai più voce, fregatene
  9. Vai a salutare il gruppo, così potrai bullarti con gli amici di aver ricevuto un abbraccio da Lietti
  10. Quando il cantante chiede che canzone vorreste sentire  non dite Il Tram delle 6, ridereste in pochi.
 

Un sicuLo ossimoro marzo 16, 2012

Di Perugia non ho ancora capito la gente, il tempo, i locali angusti dove far suonare le band e l’acustica che, a volte, lascia un po’ a desiderare. Ma quando leggo che i miei gruppi preferiti hanno scelto questa città fredda, spesso, anche in primavera, cancello tutti i pregiudizi che ho accumulato in questi anni e vado. Anche con un taxi. Mentre, la mia vita prende pieghe parecchio diverse da ciò che mi aspettassi, arriva un carico di sicuLezze (sì, con la L) che riempie il Contrappunto Music Club. E se mi concentro sento pure l’odore del Mediterraneo, mi immagino le lampare e tutte quelle cose che riesco a vivere solo per le feste comandate, nella mia cara Isola. Colapesce si presenta per la prima volta al pubblico con Un Meraviglioso Declino, e con una band che si diverte e suona forte, tra cantautorato rock, pop ed elettronico, come non mi sarei mai aspettata. Lorenzo Urciullo indossa una giacca strana che solo dopo si capirà di cosa sia fatta, è vestito di scuro, con delle Adidas linde e vergini, come a dire “da oggi comincia il mio percorso, e tutti i passi che farò per l’Italia cominciano qui e con queste”. Il concerto inizia con Restiamo in casa, e lo si capisce ancora prima di ascoltare le prime note, perché Colapesce indossa un enorme casco da astronauta e canta. Emozionato. Emozionante. Voce spezzata che lo porta a stonare, ma che riprende subito il ritmo e lo stile del suo nuovo incredibile album. Continua con Un giorno di festa e poi Satellite, e il pubblico è già in visibilio, alcuni hanno già gli occhi lucidi, le coppie si scambiano sguardi di intesa e baci appassionati, gli atri sperano che questo momento non finisca mai. Fin quando non si accendono le lucine cucite sulla giacca e parte S’illumina e “piove luce intorno a noi”. La band lo segue alla perfezione e si sorridono tutti lì sul palco. Esplode il cuore alle prime note di Fiori di lana e quel posto, più introvabile dell’Isola che non c’è, dove non cresce l’addio, e la sabbia di quella clessidra che mi porta a continuare a pensare alle mie vacanze estive, che stentano ancora ad arrivare e alla ricerca di un equilibrio stagionale per vivere meglio, provando di tutto, un po’ come narra Quando tutto diventò blu, sesta canzone della serata. Colapesce salta con le sue scarpe bianche e con la chitarra e ogni qualvolta si sente quell’accento siracusano tanto a me caro, si mischia al piacere di tutta una serata che vorrei continuasse infinitamente. Arriva La distruzione di un amore e Sottotitoli e gli occhi dapprima lucidi diventano lacrime, il cantante è quasi sempre con gli occhi chiusi, è come se veramente ci fosse quella lei, lì presente, alla quale chiedere di scappare lontanissimo e l’impossibilità di sfiorarla per quanto vicini. Una supplica che arriva dentro agli astanti, perché nel frattempo non c’è più il solito brusio da concerto, ma è calato un silenzio rispettoso, quasi a volersi alienare da tutto e tutti, e credere solo che quella preghiera sia esclusiva, sia per loro. Credo che quello sia stato il momento in cui ho pensato “eccolo, il meraviglioso declino”. Si spezza tutta quella amarezza con La zona rossa seguita da un’incredibile interpretazione de I barbari. La musica diventa la protagonista, ci si aspetta orde di vandali alle spalle, di essere assaliti da qualcuno o più semplicemente da una realtà sempre più diversa da come avremmo voluto. Diventa tutto più cupo, sarà che sta per finire il concerto, ma si sa che il bis sta per arrivare, e a Perugia in pochi lo chiedono, e non perché l’artista non piaccia, ma è come se fosse una cultura proprio radicata. Questa è una cosa che non capirò mai. Colapesce risale sul palco e in pochi secondi riesce a raggruppare nuovamente tutta l’armonia creata precedentemente, la raccoglie nella sua Oasi e questo sembra davvero “il concerto più bello del mondo”, spero in Talassa, ma arrivano le prime note di Niente più, ed è subito l’anno scorso, dentro le macchine e i finestrini abbassati e la canzone urlata come un canto disperato, “Un grido perso negli acuti di una canzone mai finita” e invece, la serata, termina con L’amore sordo, una canzone che è un quadro di amore e delusione. Ma in questo giovedì sera l’amore si è sentito nella sua totalità. Ed infine, Colapesce ci manda a casa dandoci una degna buona notte con Bogotà, che coinvolge tutto il pubblico con Lorenzo che scende dal palco e siamo improvvisamente i cori di quella traccia, l’ultima che, ascoltando il cd, si aspetta impaziente. come si aspetta il sonno senza pensare di aver perso ancora del tempo. Finisce così uno di quei concerti tanto anelati e che alla fine arriva e comincia proprio con te. L’umana passione di quei musicisti sul palco, la loro empatia, un cantante che sente tutto ciò che canta, anche dal vivo. Un concerto da andare a vedere, anche più volte. Due chiacchiere con Emiliano della 42 Records, una birra non finita per quello stomaco contrito, pieno di parole e di lacrime ingoiate, di gioia e di dolore. Con l’amore spalmato sulla pelle e gli occhi pieni di va-bene-così. Ritorno a casa col taxi. Ritorno a casa diversa.

Foto di MariAlessia Manti

Le altre date di “Un Meraviglioso Declino Tour”

16 marzo 2012 – Bologna – Covo Club
17 marzo 2012 – Copertino (LE) TRIADE
18 marzo 2012 – Bari – Tatì
20 marzo 2012 – Roma – Locanda Atlantide
22 marzo 2012 – Benevento – Morgana
23 Marzo 2012 – Rieti YOUTHLESS CLUB
24 Marzo 2012 – Milano Maledetta primavera @ Magnolia
07 aprile 2012 – Catania – Mercati Generali
15 aprile 2012 – Palermo – Teatro Nuovo Montevergini
20 aprile 2012 – Conegliano Veneto – Appartamento Hoffman
21 aprile 2012 – Torino – Spazio 211
24 aprile 2012 – Pinarella di Cervia (Ra) – Barrumba
27 aprile 2012 – Firenze – Sala Vanni
29 aprile 2012 – Marostica (Vi) – Panic Jazz Club

Altre date saranno annunciate nelle prossime settimane sulla pagina Facebook di Colapesce.

 

Coff Coff ottobre 1, 2011

Filed under: Uncategorized — righeindie @ 11:40 am

SCUSATECI

MA

STIAMO

CERCANDO

DI

LAUREARCI

(non siamo poi così multitasking)

 

Voce del verbo Non prendere impegni settembre 7, 2011

Filed under: Concerti,Concerto,Indie,Milano,pop,Righe,rock — righeindie @ 12:08 pm
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Si terrà il 10 settembre, a Trezzo sull’Adda (Milano),  il più grande RADUNO di Live Club italiani, KeepOn 100%LIVE CLUB Festival. Giunto alla sua seconda edizione, ci fa già pregustare quello che sarà l’evento che chiuderà quest’estate piena di  buona musica ed aprirà le danze e le orecchie alle novità musicali dell’autunno già alle porte.
Accadrà TUTTO IN UN SOLO GIORNO! Oltre 100 Live Club, Tantissime Agenzie di Booking, Le migliori Etichette Discografiche indipendenti, STAFFETTA Live Radio, 25 BAND LIVE, Premi 100%LIVE, OSPITI SPECIALI

Questi gli orari (in ordine di esibizione)

Dalle 15,30 alle 19,00

THE JACKIE O’FARM
FRAGIL VIDA
ENCODE
MICOL MARTINEZ
AIM
EVA MON AMOUR
IORI’S EYES
DENISE
HEIKE HAS THE GIGGLES
ROBERTO ANGELINI

Dalle 19,30 alle 21,00 sul Red Bull Tour BUS

THE CYBORGS
PRIME
I COSI

Dalle 21,00 alle 2,00

WAINES
MUSICA PER BAMBINI
MARCO NOTARI & MADAM
ETTORE GIURADEI
NOBRAINO
EX-OTAGO
AUCAN
NON VOGLIO CHE CLARA
PERTURBAZIONE

Apertura cancelli ore 15 – ingresso 10 euro. Non prendete impegni e ci vediamo lì.

 

 

Urla che ti passa giugno 25, 2011

Filed under: free download,Indie,mp3,Musica,Righe,rock — righeindie @ 12:59 pm
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Urla il vicino, il bambino, tua madre, il pescivendolo e l’arrotino.

Grida il pazzo, il fruttivendolo con la sua bancarella, uno studente che perde l’autobus, il parcheggiatore abusivo, lo strillone.

E poi c’è chi urla in maniera più soave, un po’ come fanno i Fine Before You Came, i Verme, i Dummo e i Gazebo Penguins. Loro sono due novità incredibili e soprattutto in free download.

Raein e il loro bellissimo “Sulla linea d’orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti”. http://www.raein.eu/

Do Nascimiento con “Do nascimiento” http://donascimiento.bandcamp.com/album/do-nascimiento

Scaricate e gridate.